Cerimonia di matrimonio al tempio buddista

by | 27 Ott 2018 | cerimonia, religione, tradizioni, wedding planner | 0 comments

Una delle cerimonie nuziali più belle e caratteristiche per gli amanti del Giappone è la cerimonia in stile buddista al tempio Zen.

Se ami il paese del Sol Levante e il suo misticismo non potrai che innamorarti di questo rito nuziale, pieno di simbolismi e di elementi caratteristici.

I templi buddisti

Molti matrimoni buddisti per turisti si svolgono a Kyoto, che vanta alcuni templi davvero incantevoli. Almeno se consideriamo i luoghi turistici in cui è più facile per i non-giapponesi muoversi senza troppe difficoltà. In realtà i templi buddisti sono sparsi su tutto il territorio nazionale, ma Kyoto ne ha una elevatissima concentrazione.

Alcuni esempi famosi sono il Ryoan-ji, il Myoshin-ji e il Daitoku-ji. Sono un esempio molto interessante delle arti tradizionali del periodo Muromachi, che i giapponesi hanno tenuto in vita fino ai giorni nostri.

tempio buddista

Myoshin-ji, Kyoto (PH Hiro)

La cerimonia di matrimonio buddista

Il rito nuziale è un’esperienza davvero unica da vivere. I gesti, i suoni, gli odori, creano un mix di sensazioni indescrivibili. Per immergersi meglio nella cultura buddista consiglio di frequentare il tempio per qualche giorno, prima del matrimonio. La pace e la serenità che ne derivano vi aiuterà a mettere da parte le nostre convinzioni occidentali e a vivere ancora più intensamente la vostra cerimonia.

Il canto del sutra

Il rito comprende per cominciare alcuni momenti di grande spiritualità, come per esempio il canto del sutra buddista e lo scambio delle promesse nuziali davanti al sacerdote buddista.

Le promesse nuziali

Durante la cerimonia è possibile anche scambiarsi delle promesse personali e farsi dono delle fedi nuziali. Questa è una soluzione molto amata dagli italiani, perché permette di fondere il rito tradizionale zen con alcuni elementi più comuni nella nostra cultura.

Il San San Kudo (三三九度)

Dopo le promesse avviene il rito del sake (chiamato San San Kudo, che significa “tre, tre, nove volte”). Questa cerimonia consiste nella condivisione del sake da parte della coppia e alcune volte si può estendere anche alle famiglie, se sono presenti.

Vengono usate tre tazze rituali, di dimensioni crescenti. Il sake viene versato (con un movimento ripetuto tre volte) nella prima tazza e entrambi gli sposi ne bevono, facendo tre sorsi. Poi si ripete lo stesso cerimoniale con la seconda tazza e poi con la terza. In pratica sposa e lo sposo bevono tre sorsi di sake dalle tre tazze rituali.

La prima tazza rituale Ichi No Sakazuki (一の盃) rappresenta il passato e la gratitudine verso gli antenati. La seconda tazza, Ni No Sakazuki (ニの盃), rappresenta il presente e l’impegno a prendersi cura l’uno dell’altro per tutta la vita. La terza, San No Sakazuki (三の盃),  rappresenta il futuro, la fertilità e l’impegno verso la generazione successiva.

Ma il simbolismo di questo rituale è anche legato al numero 3, che è presente in molte culture da ogni parte del mondo. I numeri come il 3, il 9 e il 27 (3×9) non possono essere divisi in due, quindi sono particolarmente fortunati per i matrimoni.

Possiamo dire che questo rituale è di buon auspicio per gli sposi, perché il loro legame non può essere sciolto, grazie al “potere” del numero 3.

cerimonia san san ku do

Accessori per San San Kudo (PH Andrew Grant)

La firma del certificato

Dopo il San San Kudo viene recitata una speciale formula e poi viene firmata una pergamena speciale che riporta le promesse.

La proclamazione

Infine c’è la proclamazione del matrimonio, il momento in cui diventate marito e moglie. Questo matrimonio non ha di per sé valore legale. Deve essere successivamente registrato ufficialmente in Giappone e poi trascritto in Italia.

Come organizzare un matrimonio buddista in Giappone?

Ci sono diversi templi che propongono cerimonie tradizionali per turisti e potresti contattarli direttamente. Tuttavia per gli italiani non è un’operazione semplice. Primo, perché ovviamente il tutto si svolge in giapponese (o al massimo, in alcuni rarissimi casi, in inglese). Secondo, perché non è facile destreggiarsi tra i preparativi.

E dovendo andare dall’altra parte del mondo, non puoi rischiare di aver tralasciato qualche elemento fondamentale.

Tieni presente inoltre che si tratta di luoghi sacri, quindi bisogna ottenere dei particolari permessi e rispettare delle rigorose regole di condotta che sono molto lontane dalle nostre abitudini. Inoltre la procedura burocratica non è delle più semplici.

Queste difficoltà si incontrano sempre quando si fa un matrimonio all’estero, ma a maggior ragione in un Paese in cui la lingua e la cultura sono così lontane dalle nostre.

Ma niente paura!

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Mata ne! またね

Claudia-chan